La storia del Residence INTUR
Una villa svizzera degli anni ’50 a Punta Schioppo, restaurata e gestita dalla stessa famiglia da oltre 40 anni.
Ci sono luoghi, case e ambienti capaci di fissarsi nella nostra mente, ove andare col pensiero quando si cerca un momento di piacevole relax. Ci sono case che riescono a creare un rapporto quasi magico tra interni, esterni e il mare, favorendo la serenità.
Non importa se li abbiamo abitati per poco tempo: probabilmente questa è la forza del nostro Residence, in cui trascorrere piacevoli momenti di riposo da vivere essenzialmente a stretto contatto con la natura riscoprendo il lusso della semplicità.
Percorrendo i sentieri nel parco si trovano affacci al mare che catturano i riflessi dell’acqua; ci sono scorci capaci di creare un’emozione e fissare nella mente il carattere intrinseco del luogo. Le emozioni poi si accrescono e si moltiplicano osservando dall’alto e visitando il vicino centro storico di Marciana Marina, prezioso gioiello incastonato fra le rocce.
Le origini - 1950
Nell’anno 1950 la famiglia svizzera Moderspaker scoprì questo angolo di Isola d’Elba, in parte parco mediterraneo e in parte vigneto, con annesso casale dell’Ottocento dove veniva prodotto il vino.
Il capofamiglia, Console Svizzero a Firenze, amante del mare e appassionato velista, fece costruire questa villa interamente in granito, come le case d’epoca locali. La progettarono architetti svizzeri, con la collaborazione di paesaggisti italiani che disegnarono il parco.
Una villa pensata per il mare
La villa fu pensata per la famiglia, con camere per la servitù e un locale a mare per il marinaio che doveva condurre e custodire la grande barca: uno yacht a vela di 22 metri che faceva crociere e regate nel Mediterraneo. Le grandi bitte ancora visibili sulle piazzuole a mare servivano all’ormeggio.
Il casale, pur conservando la sua funzione di cantina, fu in parte ristrutturato e adibito a dependance per gli ospiti, per lo più compagni di regata e di crociera.
Il parco
Rispettando il podere e il parco mediterraneo esistente di 16.000 m², furono creati:
- Percorsi pedonali interni di quasi 1 km
- Quattro discese a mare
- Piante autoctone per le essenze floreali
Particolare cura venne posta nel rispetto dell’ambiente: la villa, il casale e i percorsi quasi non si vedono dal mare o dalla strada.
L’eredità del Console
Il Console lasciò elementi che ancora oggi caratterizzano il residence:
- Il timone della sua barca (appeso nella loggia all’arrivo, anno 1960)
- Le lampade in rame di antiche barche
- La campana di bordo
- Il grande timone di un veliero dell’Ottocento: era sul cancello d’ingresso, oggi nel portico grazie al restauro del figlio dell’ingegniere Filocca, Luigi, dopo mesi di paziente lavoro
Dall’incontro con l’Elba al restauro (1960–1989)
Nel 1960 l’Ingegner Eraldo Filocca e la moglie Ines vennero all’Elba in viaggio di nozze. Si innamorarono di un’isola che si apriva allora al turismo, lasciando alle spalle un passato di miniere e altiforni. Tornarono più volte, constatando con piacere che l’isola non veniva alterata da colate di cemento come avvenuto altrove.
L’acquisto (1983)
Nel 1983 la società Intur s.r.l. Iniziative Turistiche dalla Brianza lombarda, acquistò la villa e il casale fu acquistato da una famiglia milanese.
I fratelli Eraldo (Ingegnere) e Mario (Architetto), con il loro staff, curarono il restauro e la ristrutturazione. Il parco fu diviso in 11.000 m² per la villa e 5.000 m² per il casale, ma senza recinzioni a delimitare le proprietà, che mantengono il loro aspetto unitario.
Difesa del territorio e mestiere della vela
Furono necessarie opere impegnative dopo che una frana fece slittare verso mare di circa venti metri una parte del parco sopra la spiaggetta. La barriera frangiflutti, distrutta dalle mareggiate, fu ripristinata con grandi pietre della Val di Cornia. Le caverne scavate dal mare sotto la piazzuola furono messe in sicurezza con getti subacquei.
Anch’essi appassionati velisti, i fratelli trasposero nella costruzione elementi e tecnologie della vela:
- Parapetti di scale e passerelle con cavi di acciaio tesi con arridatoi
- Tutti gli elementi in ferro sostituiti con copie identiche in acciaio inox
- Serramenti originali e tutti gli elementi caratterizzanti conservati
Scelte di sostenibilità dagli anni ’80
Particolare cura venne posta nella scelta di impianti non inquinanti, per mantenere intatti i profumi del parco:
- Acqua calda prodotta con pompa di calore aria/acqua a emissioni zero
- Pensilina fotovoltaica al parcheggio: energia elettrica del residence con bilancio energetico zero nell’anno
- Pozzo nella roccia per acqua dolce non calcarea per piante, bagno e docce a mare
- Impianti elettrici e rete idrica realizzati con caratteristiche che la normativa prescrisse solo molti anni dopo
Solo tre bagni non vennero rifatti, per mantenere i caratteri della villa padronale.
Oggi
Il residence, dopo un anno di progettazione e quattro anni di lavori, aprì nel 1989.
La struttura è da sempre a conduzione familiare e continua ancora oggi a essere gestita direttamente dalla famiglia, giunta alla terza generazione.
I membri della seconda generazione hanno contribuito alle fasi progettuali, costruttive e organizzative, continuando tuttora a offrire il loro supporto e la loro esperienza.
Oggi la gestione è affidata alla terza generazione, con il supporto attivo di tutta la famiglia.
